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Posted by on Dic 28, 2012 in Meditazione nelle scuole, Poesia, Versi ispirati dalla meditazione | 1 comment

La poesia illuminata

Ispirati dal silenzio interiore raggiunto nella meditazione e dalla profonda gioia provata, le persone che hanno ottenuto la Realizzazione del Sé sentono spesso il desiderio di condividere l’esperienza con coloro che ancora sono alla ricerca della Verità. E la forma che spesso scelgono è l’arte più sublime che unisce la forza emotiva della musica con quella comunicativa della prosa: la poesia.

Un esempio della creatività che riaffiora grazie all’apertura dello Swadisthan chakra può essere ammirato nella seguente poesia scritta da un’allieva del liceo che ha frequentato un corso di Sahaja Yoga presso l’educandato del liceo “Agli Angeli” di Verona:

Qui seduta in mezzo al prato,

la brezza fresca sul viso che porta con sé

gli odori della campagna,

un fringuello che canta

in mezzo a tutto questo

sono felice perché finalmente

in terra regna la pace e

in cielo il sole splende.

In mezzo a tutto questo io sto,

in mezzo a tutto questo

io voglio stare.

Il silenzio, R. E.

Oppure di quella di una bimba di otto anni che frequentava la 2° elementare della Scuola “A. Merighi” di Novaglie, in cui una volta la settimana gli alunni praticano Sahaja Yoga:

La primavera è il risveglio della natura

dei fiori degli alberi

il dolce canto degli uccelli

fa nascere la dolcezza

di questo immenso mondo verde

e soprattutto pieno di bellezza.

La città cos’è per me?

Una terra lontana molto diversa

dal mio amato paese pieno di natura.

Primavera, A.D.P.

Queste espressioni possono essere un moto istintivo o diventare una forma di comunicazione consolidata, come è il caso per Stefano Poli – qui presentato nella prefazione di uno suo libro:

Per sua natura eclettico, eppure sempre fedele alla sua rigorosa ispirazione interiore, Stefano Poli declina la sua traboccante poetica attraverso i linguaggi più disparati, dalla poesia alla canzone, dal romanzo al cinema. La sua creatività sembra quasi cercare continuamente forme espressive; per comunicare però, sempre rigenerata nelle diverse trasformazioni, la stessa sete di verità che solo il contatto con una bellezza invisibile può placare. Come autore non cerca conferme e confronti con una tradizione culturale, o sponde in quella contemporanea. La sua arte quasi obbedisce ad un sacro dovere, quella di ascoltare e trasferire al lettore o interlocutore la voce eterna e sapiente del Sé interiore. E’ la testimonianza che la Verità ci sta cercando quanto noi stiamo cercando Lei, e che il Suo riflesso è vivo nel cuore di tutti noi, nei profondi recessi della nostra anima.

Adriano Ercolani, prefazione al Vangelo 2012 di Stefano Poli

L’artista, che potremmo definire il poeta contadino per il suo amore verso la Madre Terra, con la sua raccolta di poesie “La mia rinascita”, ha percorso gli stati d’animo vissuti da un ricercatore della Verità nei momenti precedenti e seguenti la Realizzazione del Sé.

Durante tale ricerca, l’essere umano è tormentato dal proprio conflitto interiore che può essere descritto dall’attacco dei sei nemici dello Spirito ai primi sei centri energetici, magistralmente descritti:

Vivi nascosto nei fondi più bassi

Nel mio bisogno d’assenso carnale

Da proprietario mi rendi schiavo

D’un insaziabile istinto animale

Riempi le tasche d’inutili cose

Misero figlio dell’attaccamento

Se io t’ascolto e ti seguo divento

Sempre più ricco e mai contento

Nella mia gola sei sempre affamato

Come quel pozzo che non ha il fondo

Ti senti vuoto e insoddisfatto

E hai mangiato metà del mondo

Sei tu che vedi l’erba e i giardini

Del mio vicino sempre più verdi

Trasformi un principe in un pezzente

Anche se vinci é come se perdi

Fiorisci prospero nella mia mente

E mi regali il tuo influsso maligno

Fai diventare gli specchi di legno

E la mia papera diventa un cigno

Mi freni ancora e ancora rimandi

Venendo a prendere la mia energia

Sei bravo a togliere ma non sai dare

La voglia di vivere ti porti via

La linfa e il sangue alteri e inquini

Fai il paradiso sembrare l’inferno

Non sai capire non sai perdonare

Mi fai soffrire arrabbiato in eterno

Le sette maschere affascinanti

Veste il piacere del mio dolore

Nell’illusione diventa catena

Succhia alla vita la gioia e l’amore

Cresci più forte più io ti do retta

Ma se mi volto e guardo davanti

Più tu mi cerchi e più mi smarrisci

Più t’avvicini e più siamo distanti

Il piacere del dolore, Stefano Poli

Rifacendosi agli antichi testi sacri ed ai racconti dei cantastorie – che come Buddha suggeriscono la rinuncia a tutti i desideri che turbano il cuore e la mente – egli smaschera efficacemente l’illusione durante l’assenza dell’unione, Yoga, che ristora e riposa:

Ho sprecato troppo tempo

Con le acrobazie mentali

Meraviglie della scienza

E paradisi artificiali

La delizia della carne

M’ha già dato il suo veleno

E l’inganno del possesso

Mi possiede ancora meno

E’ più dura senza te

Per un anima da sola

Ho cercato di volare

Ma senz’ali non si vola

Dio, Stefano Poli

Stefano Poli, presidente dell’associazione Meta Modern Arts che promuove una cultura che cerca nei valori dello spirito e nei principi etici universali la propria fonte d’ispirazione, racconta i momenti di un ricercatore alla conquista della parte più profonda ed autentica, spesso ingannato da altre forme di meditazione che si dimostrano infruttuose nonostante gli sforzi e che chiudono il centro del cuore. Stefano percepisce che la Verità ci sta cercando quanto noi stiamo cercando Lei, e che il suo riflesso è vivo nel cuore di tutti noi, alla base dell’amore:

Mentre io m’ingorgo con la gente

Cercando un modo di comunicare

M’accorgo ch’è impossibile sentire

Se penso e mi ripenso a non pensare

A tutto ciò che gira sempre storto

A quello che non voglio ma succede

A quanto io m’arrabbio se qualcuno

Anche per sbaglio mi calpesta un piede

Com’è che questo bene mio va a giorni

A volte mi funziona solo ad ore

E in tutti quelli che mi stanno intorno

Non vedo più la faccia del Signore

Perché non lascio andare quel che urta

Sforno problemi come una fornace

Perché nel mio discutere e reagire

C’è ancora qualche cosa che mi piace

Se io non so apprezzare le persone

E in loro vedo solo brutte cose

E’ come andare in cerca delle spine

Invece del profumo delle rose

In fondo tutto questo è una commedia

E conta poco poi il giudizio mio

Se tutto ciò che accade in questa vita

E’ nelle mani di chi chiamo Dio

Allora non rimane a me che amare

E della gioia farne il mio strumento

Lasciando andare il fiume di questioni

Facendo poesia d’ogni momento

Ogni momento, Stefano Poli

Conscio dell’imperturbabilità dello Spirito, grazie alla lezione teorica impartita da Krishna al suo unico discepolo Arjuna ed alla dimostrazione pratica grazie alla resurrezione di Gesù, Stefano Poli suggerisce come superare la tortura del desiderio e dell’inquietudine:

Potrai sapere tutto della vita

Oppure fare finta di saperlo

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Potrai cercare sempre e non trovare

Guardare dappertutto e non vederlo

All’infinito parti e poi ritorni

Con dubbi, sicurezze, gioie e pene

Conquisti il mondo intero e non hai niente

Se togli tutti i pesi e le catene

Si perde tutto quanto prima o poi

Benessere, bellezza, affetti e affari

Schiere d’emozioni e di pensieri

Quelli che hai odiato ed i più cari

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Quello che volava scende a terra

Quello che strisciava prende il volo

Anche se la gente ti consacra

Di fronte all’assoluto resti solo

Ma pure quando cadi nell’abisso

Per quanto tu sia pazzo o peccatore

Hai sempre quella fiamma ancora accesa

Quell’unica promessa che non muore

La sola qualità che non tramonta

La gemma che non perde il suo valore

Quell’ultima certezza che ti resta

La via della salvezza è nel tuo cuore

Nel tuo cuore, Stefano Poli

Stefano ci guida fino alla scoperta che la stessa mano che crea e sostiene gli universi sorride serena dentro l’ingiustizia più atroce e la violenza più inaudita, perché nessuna tempesta può turbare il fondo di un mare di pace senza fine e si dimostra consapevole di appartenere all’unico essere collettivo, il Virata:

C’è un solo Spirito in tutti quanti

Per tutti quanti un solo destino

Noi siamo i fari del nostro viaggio

Raggi di vita a schiarire il cammino

In un respiro che sciolga le forme,

Diamo realtà alla nostra apparenza

Riconosciamo in tutti e per tutti

che siamo un’unica autentica essenza

Noi siamo parte di un unico gioco

Siamo risposte di un solo quesito

Siamo il futuro di un solo passato

Siamo l’immenso ch’è sempre esistito

1 Comment

  1. Realizzazione del Sé

    Quando impariamo qualcosa
    Potrebbe essere curioso
    Gioioso e meraviglioso
    A volte molto faticoso.
    Dobbiamo avere pazienza,
    Per ottenere l’esperienza
    Per capire come si gira la vita
    Non basta scrocchiare le dita
    Per imparare a parlare
    Non basta saper urlare
    Per trasmettere qualcosa dal cuore
    Non basta dire le parole
    Ma quando troviamo il giusto sentiero
    Quando siamo sicuri che sia vero…
    Sentiamo l’ambrosia dell’infinito
    E cerchiamo che questo stato non vada tradito
    Si può imparare a mediare
    Tra il Mondo sottile e materiale
    Con la vera sincerità dell’innocenza
    E con la fiducia nello spirito immensa
    Trasmettendo piacevole brezza
    Risvegliando eterna bellezza
    Usando tutta creativit
    Delle nostre qualit
    E con il tuo comunicato
    Far capire che hai trovato
    Hai trovato il sentiero d’amore
    Che parte dal tuo cuore
    E come la scala musicale
    Il cuore comincia a pulsare,
    Dando puro amore all’infinito,
    E l’intera atmosfera diventa pulita
    Abbracciando tutti con grande pace
    Di fronte alla quale non puoi essere incapace
    Non puoi non arrenderti ad imparare:
    Sentire, amare, capire e dare…………

    Dedicato a Shri Mataji Nirmala Devi
    Grande Madre e Grande Maestra

    (Natalia Tikhomirova-S.Pietroburgo-Ferrara)
    08.04.2013

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